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La mia scuola per la pace

Progetto: “La mia scuola per la pace” - Laboratori di formazione alla nonviolenza nelle scuole del Mali

Luoghi: quartieri di Bamako (Sokorodji, Magnambougou, Djaneguela, Yirimadio, Sogoniko, Missabougou e Niamakoro), comuni di Niamana e Segou.   

Responsabile italiana: Sofia Donato

Responsabili maliani: Gaoussou Bathily – Mamadou Konipo

Motivazioni del progetto: Siamo nati e cresciuti in un sistema violento che ci ha trasmesso valori e comportamenti violenti (dalle forme di comunicazione tra le persone, alle modalità di relazione interpersonale, ecc.). Per questa ragione crediamo fondamentale sensibilizzare la scuola alla nonviolenza, quale luogo dei più significativi per la crescita umana e culturale dei bambini: i futuri adulti di domani.

Obiettivi e come: i percorsi di educazione alla nonviolenza hanno l’obiettivo di fornire agli insegnanti strumenti utili a ripensare il proprio modo di rapportarsi agli alunni, incoraggiando l'abbandono di ogni pratica d'insegnamento violenta, valorizzando l'ascolto reciproco insegnante-alunno e stimolando gli insegnanti a trasferire modelli di comportamento positivi e coerenti ai propri alunni. I volontari maliani di Abarekà Nandree, in qualità di formatori, si impegnano a sensibilizzare gli insegnanti alle pratiche della nonviolenza, i quali trasferiranno la loro esperienza agli alunni (catena della reciprocità).

 Abitualmente, la formazione conta di due momenti:

1) La formazione degli insegnanti;

2) La sensibilizzazione in classe degli alunni da parte degli insegnanti.

 

Al termine della formazione, le attività svolte sono riepilogate nel “libretto della nonviolenza” che racchiude le testimonianze degli insegnanti, gli eventuali disegni e composizioni realizzate dagli alunni e gli attestati di partecipazione delle scuole coinvolte di anno in anno.       

Data la carenza di formazione pedagogica degli insegnanti in Mali, i corsi di formazione alla nonviolenza si dimostrano di anno in anno un valido supporto per aiutarli a interrompere quella catena di pratiche spesso coercitive che ancora caratterizza una certa modalità di insegnamento in Africa.

Gli alunni ne beneficiano, accrescendo la loro possibilità di esprimersi, di sentirsi rispettati e valorizzati in un contesto sociale che, per contro, li vede spesso già lavoratori sin dalla tenera età (in Mali, per aiutare la famiglia, i bambini sono spesso costretti a lavorare e andare a scuola contemporaneamente o a consacrarsi interamente al lavoro senza accedere ad alcuna istruzione).

Dal 2012 al 2016 il progetto ha coinvolto 31 scuole, 211 insegnanti, 17 consiglieri pedagogici e 6.967 alunni.

Senza pensare ai beneficiari indiretti, quali le famiglie degli insegnanti e degli alunni e i quartieri e villaggi ove sorgono le scuole coinvolte.

Il progetto ha radici più antiche nella storia della nostra associazione perché si pone come proseguimento ideale del “Progetto di gemellaggio” tra le scuole italiane e maliane che la nostra associazione ha sviluppato dal 2003 al 2009, sensibilizzando gli alunni delle scuole maliane e italiane alla mondialità, alla nonviolenza, al rispetto delle diversità come sinonimo di ricchezza e non di divisione.   

Data di avvio del progetto: dal 2012 a oggi. Si prevede di proporlo ogni anno in nuove scuole in modo da incidere notevolmente sull’educazione delle nuove generazioni e sul modo di operare degli insegnanti.

Infoline: Sofia Donato |Telefono: 347.8851297 |E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Ecco alcune testimonianze degli insegnanti, raccolte dai formatori maliani al termine del percorso:

 

“Questo corso ha prodotto in me e negli alunni una crescita di fiducia reciproca e il dialogo aperto è diventato frequente.” (Gaoussou Samakè – Insegnante della scuola di Djaneguela)

 

“La costanza nel trasferire l’esperienza appresa senza essere imposta agli alunni. Adesso, lo scambio di idee avviene in modo nonviolento. Ho notato che gli alunni hanno più occasione di dare il loro meglio, sfruttando le loro qualità.” (Sidibi Coulibaly – Insegnante della scuola di Djaneguela)

 

“Gli alunni hanno preso gusto a venire a scuola. Non hanno paura di parlare. Io sono più motivato a dare il meglio di me stesso e mi sento più responsabile perché sono un modello per i miei alunni!”

 (Abdoul Coulibaly – Insegnante della scuola di Niamana)


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